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La Madonna dell’Alno. Quando il culto si fa identità!

Madonna dell’Alno – Quando il culto si fa identità

Il 18 maggio a Canzano la giornata inizia con il suono festoso delle campane. E’ il primo giorno delle “feste di maggio”, occasione d’incontro che si rinnova, uguale, da secoli. Nelle case le donne sono già ai fornelli: più tardi bisognerà partecipare alla processione, alla messa, al rosario, fare i turni nella veglia alla statua della Madonna…dovrà essere tutto pronto, perché un evento del genere senza una tavolata imbandita e ricca di voci e risate è come “na fest che nn s’aguard!”.

Madonna dell’Alno – Quando il culto si fa identità

Canzano, 18 maggio 1480. Un contadino intento ad arare il suo campo vede i buoi fermarsi bruscamente. Probabilmente ci mette un po’ a capire cosa stia succedendo. Poi la vede: una maestosa figura, una signora bellissima, come fluttuante tra le foglie di un Alno (Pioppo bianco).

Tutto comincia da qui!

La Madonna dell’Alno chiede la costruzione di una chiesa, il contadino va in paese, non viene creduto, l’apparizione torna, insiste, regala un miracolo ai diffidenti, la chiesa si fa! I dettagli sono quanto di meglio possiate aspettarvi, se ve li farete raccontare da un anziano del paese! E’ una storia che si tramanda da secoli, narrata da documenti (pochi) e da un’auralità che è connaturata nella gente del posto.

Madonna dell’Alno – Quando il culto si fa identitàLa festa della Madonna dell’Alno si svolge in memoria dell’apparizione mariana, negli stessi giorni in cui avvenne, il 18, il 19 e il 20 maggio, e ripercorre le tappe del simbolico cammino della Madonna, dal paese di Canzano alla località oggi detta Perdono e poi al contrario, per risvegliare la fede del popolo canzanese.

Il risultato tangibile dell’evento miracoloso è la chiesa che sorge alle porte del paese, oggi chiesa parrocchiale e santuario. Arrivando a Canzano è il primo edificio che ci accoglie, al centro di un crocevia, stranamente imponente ma per lo più simile a tante altre che si possono vedere nei paesi vicini. Il solo indizio del suo essere speciale è all’interno, come un gioiello nel suo scrigno: la pala d’altare, gli affreschi del presbiterio e la statua lignea raccontano la storia della Madonna apparsa sull’Alno, in un luogo sperduto, di campagna, ad un bifolco come tanti di nome Floro di Giovanni (oggi, per tutti, “Sand Fior”).

E poi ancora la ricchezza della decorazione baroccheggiante, con semicolonne addossate alle pareti, capitelli dorati, altari lungo la navata, putti e angeli scolpiti in bassorilievo… raccontano dell’orgoglio dei canzanesi e del loro impegno a voler rendere quel tempio il più degno possibile, ad ammenda della loro iniziale incredulità e testimonianza di fede per il futuro.

Madonna dell’Alno – Quando il culto si fa identità

Anche sul luogo dell’apparizione sorge una chiesetta: poco più che una cappella,  semplice e piccolissima, povera ma accogliente,  che sa di passato, di genuina religiosità contadina, di tradizione e di concretezza. E’ una chiesa piuttosto recente, rispetto al miracolo, perché ricostruita più volte, immersa nel verde dei campi e dei Pioppi che la circondano, con due edicole che le fanno da sentinella, tutte con l’immagine della Madonna dell’Alno.

All’interno, pesanti lastre di marmo fissate alla parete di fondo riportano la lunga lista di devoti che contribuirono all’ultima riedificazione. L’altare, sulla parete opposta, è un grosso baldacchino di legno, intagliato con gusto barocco, con una grande tela che rappresenta il miracolo al centro della parete.

Il 18 maggio la statua di legno della Madonna dell’Alno lascia la chiesa parrocchiale e viene accompagnata in processione fino alla cappella del Perdono. Qui resterà fino al 20 maggio, tra veglie, preghiere, canti e tra i rumori e i suoni della festa di paese che ogni anno si organizza nello spiazzo antistante la cappella. Non c’è spazio per parcheggiare, ma tutto il paese partecipa: qualche paesano di buon cuore acconsente a trasformare il proprio uliveto in un parcheggio e, stringendosi, ci si sta! Il 20 maggio, infine, la Madonnina torna in paese, a simboleggiare l’avvenuto miracolo: i canzanesi attoniti hanno finalmente creduto, la chiesa sarà costruita!

Anche qui, l’evento è accompagnato da una festa di paese, laica sì, ma espressione di una stessa genuina devozione popolare:  come e più che per la visita di un vecchio amico o per l’arrivo di un personaggio importante, si deve festeggiare!

Madonna dell’Alno – Quando il culto si fa identitàQuelle del 18 e del 20 maggio non sono processioni come le altre (qui come altrove sempre più rare) per i canzanesi: sono una parte importante della vita del paese e sono celebrate con entusiasmo! La Madonna è  in testa, portata a spalla su un baldacchino ligneo,  il parroco con i paramenti del caso subito dietro, la banda del paese suona al gran completo, i bambini vestiti a festa (per tradizione con gli abiti della prima comunione), i paesani riuniti in piccoli nugoli lungo il percorso attendono il passaggio del corteo per unirsi al cammino…

E’ il rinnovarsi di una promessa, la memoria di un patto ma anche l’affermazione dell’identità di questo paese, uguale solo a se stesso per la sua storia e la sua tradizione, che in esse si incontra e si riconosce. E’ un evento che unisce i nonni con i nipoti, gli anziani con i giovani e con i bambini, che richiama i paesani che vivono fuori comune da anni, ben prima che la comune identità sia celebrata, tutti insieme, attorno ad una tavola!

 

Scritto da
Mariaconcetta D’Ercole

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