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Una mostra che ha raccontato “I luoghi dell’anima”

La mostra fotografica “I luoghi dell’anima – Avventure luci e colori delle montagne” è figlia di due passioni enormi, la montagna e la fotografia, di Alessandro de Ruvo e Mario Di Basilio.

Nata quasi per gioco, i due autori si sono cimentati in un’esposizione inaugurata nella Sala delle Volte del Palazzo de Berardinis a Canzano donando al paese una splendida foto panoramica a 360 gradi dai cieli della cittadina e una ripresa video con il drone del piccolo borgo.

La mostra, considerato il successo ottenuto, è stata allestita in modo innovativo nel chiostro degli Zoccolanti a Montorio al Vomano per la XX Vetrina del Parco e successivamente riportata nel piccolo borgo canzanese.

Solitamente viste da lontano, ammirate con lo stupore di ciò che la natura può regalarci con giochi di nuvole o le fantasie che Madre Natura sa inventare: “Le montagne sono il luogo della nostra anima”.

I paesaggi dei Monti della Laga, del Gran Sasso e dei Monti Gemelli sono il tema del viaggio che, oltre 7.000 visitatori, hanno fatto attraverso gli scatti esposti.

Le nostre “Terre Alte” racchiudono storie remote, passaggi di briganti, di eserciti, di pastori, vecchie vicende e tessuti economici fuori dal tempo e dai luoghi contemporanei. Rifugi, bivacchi, vecchi stazzi, ricovero per i pastori in transumanza e rocce segnate da incisioni rupestri a testimonianza della dura vita che pulsava in quei luoghi. Farne tesoro, avere la curiosità scoprirli e viverli fa parte del nostro essere, della voglia di conoscere il passato raccontato nel nostro presente.

Le nostre montagne racchiudono un tesoro inenarrabile.

Sui Monti della Laga l’acqua superficiale domina la scena traversando ambienti da “selva” dantesca fino a paesaggi unici per conformazione e maestosità; l’acqua scava e segna il territorio nel ripido versante aquilano/amatriciano e si contrappone agli ampi pratoni dalle pendenze più dolci del lato teramano. Dominata dalla pietra arenaria racchiude nel suo scrigno una biodiversità unica.

Il Gran Sasso, dominato dai due Corni, è il massiccio più alto degli appennini.  Scenari paesaggistici diversi e unici nei due versanti con varietà enormi e ricchezze naturalistiche dei suoi massicci e dei due versanti: quello aquilano scosceso e prevalentemente erboso e quello teramano a maggior dislivello più aspro e roccioso. Sicuramente più celebre della sorella Laga, ha una lunghissima storia che va dai sanguinosi conflitti fino a sceneggiature di film.

La passione dei due autori rientra in un escursionismo poco usuale, molto faticoso e sacrificato dove spesso le nottate si trascorrono a camminare sorvegliati dagli occhi di un lupo o di un camoscio; camminare in compagnia di un vento ghiacciato, attendere nella nebbia o sotto un temporale con la speranza di una condizione particolare, uno scenario speciale o una luce “diversa” di un’alba o un tramonto.

Nei 43 scatti esposti, erano racchiusi 365 giorni, 4 stagioni, le più svariate condizioni meteo, gli oltre 1.700 chilometri percorsi nell’ultimo anno, un dislivello di oltre 55.000 metri,  esplorando talvolta angoli nascosti delle nostre “Terre Alte” con rischi impegnativi.

Attraverso questa mostra i visitatori hanno dialogato con gli autori commentando e apprezzando ogni istantanea, immaginato le loro avventure raccontate dalle inquadrature, dalle luci e dai colori che si celano dietro ogni scatto. Aver dato la possibilità di osservare, con gli “occhi” dei due fotografi, ciò che molti, per i più svariati motivi non potranno mai vedere è la più grande soddisfazione degli autori.

Scritto da Mario di Basilio

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