Culturale

TeramOpera – “Straordinariamente VICINA”

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TeramOpera è la stagione lirica estiva che attraverso due appuntamenti nel cuore di Teramo porta lirica al centro della cultura teramana.

In scena La Traviata di G. Verdi il 18 luglio e Tosca di G. Puccini il 2 rispettivamente che prevede due straordinari appuntamenti nel cuore di Teramo: La Traviata di G. Verdi il 20 luglio, in Piazza S. Anna alle ore 21.00, interpretate dall’Orchestra dell’Accademia Operistica Internazionale diretta dal M° Francesco Ledda per La Traviata e dal M° Alexander Anissimov per Tosca.

Claim dell’evento Straordinariamente VICINA”, perché dai palcoscenici più prestigiosi arriva in piazza, nel cuore della città; perché pensata per tutti, con i costi accessibili e a prova di crisi; perché raggiungere Teramo sarà facile con il servizio di navetta su prenotazione attivo da e per la costa.

Le due serate, però, uniscono al Bel Canto due percorsi dedicati alla scoperta delle prelibatezze gastronomiche e del patrimonio artistico della città, creando un esempio di perfetta interazione tra cultura, turismo e territorio.

Il progetto è realizzato dal Comune di Teramo in collaborazione con ACS Abruzzo Circuito Spettacolo e con il contributo della Fondazione Tercas. L’evento si avvale, inoltre, della collaborazione con la Stagione Lirica di Lecce il cui Direttore Artistico Carlo Antonio De Lucia e il direttore musicale Francesco Ledda, oltre ad essere impegnati rispettivamente nella regia e nella direzione de La Traviata, cureranno l’allestimento delle opere e il cast artistico.

Alla realizzazione hanno contribuito il Polo Museale della Città di Teramo, la Confcommercio di Teramo, Federalberghi Abruzzo e l’Istituto Alberghiero “Di Poppa – Rozzi”. Grazie al lavoro congiunto con Federalberghi Abruzzo, inoltre, sono stati attivati accordi con gli alberghi della zona costiera al fine di creare dei pacchetti turistici dedicati a TeramOpera. Tutti gli amanti della lirica beneficeranno di uno sconto del 10% sui pernottamenti dei giorni dell’evento.

Percorsi Turistici
TERAMO DI GUSTO È l’iniziativa enogastronomica curata insieme alla Confcommercio di Teramo  che permette di gustare, prima o dopo lo spettacolo, Menù e piatti ispirati alle opere in scena, proposti dai ristoranti del centro storico di Teramo convenzionati, segnalati esternamente dalla loghettoe aperti per l’occasione sino a tarda ora. Potrete così viziare il vostro palato con la pizza “Lucean le stelle”, la tagliata “Amami Alfredo” o un altro degli ottimi piatti studiati per l’evento. Mostrando il biglietto o l’abbonamento a TeramOpera, godrete di uno sconto speciale del 15% sul prezzo finale della cena. TERAMO DA SCOPRIRE È il percorso culturale curato dal Polo Museale – Servizio Educativo di Teramo che prevede una piacevole passeggiata tra le ricchezze archeologiche della città e riservato esclusivamente agli spettatori di TeramOpera. Il percorso sarà accompagnato da un gustoso aperitivo, offerto nell’area del Teatro romano dalla Macelleria- Azienda Agricola “Di Domenicantonio”, in cui si potranno apprezzare i sapori della cucina teramana. La visita terminerà in Piazza Sant’Anna, dove ci si potrà abbandonare alle emozioni uniche delle Opere liriche. PER PRENOTARE IL PERCORSO: Civici Musei Teramo, Via Delfico, 30 Tel. 0861.247772/0861.248312

La Traviata
Orchestra dell’Accademia Operistica Internazionale
Direttore d’Orchestra Francesco Ledda
Regia Carlo Antonio De Lucia
Coreografie Antonio Minini

La Traviata è un’opera lirica in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. Si basa su La signora delle Camelie, la pièce teatrale ispiratasi all’omonimo libro di Alexandre Dumas (figlio), e fa parte della Trilogia popolare assieme a ad altri due celebri titoli di G.Verdi: Il trovatore e Rigoletto. La sua prima rappresentazione avvenne nel 1853 al Teatro La Fenice di Venezia.

PERSONAGGI
Violetta Valéry
Alfredo Germont
Giorgio Germont
Flora Bervoix
Annina
Gastone
Barone Douphol
Marchese d’Obigny
Dottor Grenvil
Giuseppe, servo di Violetta
Domestico di Flora
Commissionario

ATTO I
Parigi, metà dell”800.

C’è una gran festa nell’elegante casa parigina di Violetta Valéry, una mondana famosa amante del barone Douphol: è un modo per soffocare il dolore e le pene che le dà la sua malattia. Il visconte Gastone De Letorières le presenta un giovane, Alfredo Germont, suo ammiratore. Questi invita Violetta a ballare, ma dopo pochi passi la donna, colta da una violenta crisi di tosse, è costretta a fermarsi. Alfredo le dichiara il suo amore e Violetta gli dona una camelia, il suo fiore preferito, promettendo di rivederlo quando sarà appassita. Partiti gli invitati e rimasta sola, Violetta si rende conto di essere per la prima volta veramente innamorata.

ATTO II
Violetta e Alfredo vivono felici in una villa di campagna. Il giovane, venuto a sapere dalla cameriera Annina che Violetta ha venduto i gioielli per pagare le loro spese, si precipita a Parigi per procurarsi del denaro. Violetta, rimasta sola, riceve la visita inattesa del padre di Alfredo, Giorgio Germont, che l’accusa di condurre il figlio alla rovina e le chiede di troncare la loro relazione. Violetta, sdegnata, gli dimostra che è stata lei a vendere i suoi gioielli e afferma di non aver mai chiesto denaro all’amante. Germont sembra convinto, ma non rinuncia al proposito di separarli e la scongiura di rinunciare ad Alfredo per non rovinare il fidanzamento della figlia a causa dello scandaloso legame. Violetta senza parenti né amici e provata dalla tisi non può accettare. Germont le fa notare che, quando il tempo avrà cancellato la sua avvenenza, Alfredo si stancherà di lei. Violetta accetta di lasciare Alfredo e scrive dapprima al barone Douphol poi all’amante per comunicargli la sua decisione. Quando Alfredo ritorna, Violetta parte: il giovane crede che si assenti solo per una visita, ma, quando apprende che è partita per Parigi su invito di Flora, si ingelosisce e decide di raggiungerla, nonostante le suppliche del padre.
Alla festa in casa di Flora Bervoix, Violetta giunge accompagnata dal barone. Alfredo è al tavolo da gioco e, alla richiesta della giovane, risponde che se ne andrà solo se lo seguirà. Violetta è costretta a rivelargli di aver giurato a Douphol di non rivederlo mai più: lascia credere di aver fatto questo giuramento per non raccontare del colloquio avuto con il padre del giovane. Alfredo indignato, getta il denaro vinto al gioco ai piedi di Violetta che sviene in braccio a Flora. Arriva Giorgio, il padre, che lo rimprovera per il gesto, ma non gli svela la verità.

ATTO III
La salute di Violetta è molto peggiorata, la donna non può più alzarsi dal suo letto. Le giunge una lettera del vecchio Germont con la quale le annuncia di aver rivelato la verità ad Alfredo che sta per raggiungerla. Annina porta la buona notizia: è arrivato Alfredo, che entra, abbraccia Violetta e le promette di portarla con sé a Parigi. Arriva anche Giorgio Germont, che manifesta il proprio rimorso. Violetta sembra riacquistare le forze, si alza dal letto, ma subito muore.

Tosca
Orchestra dell’Accademia Operistica Internazionale
Direttore d’Orchestra Alexander Anissimov
Regia Guglielmo e Nicola Visibelli
Coro di voci bianche Nisea

Tosca è un’opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa tratta dal dramma omonimo di Victorien Sardou. La prima rappresentazione fu al Teatro Costanzi di Roma il 14 Gennaio 1900.

PERSONAGGI
Floria Tosca
Mario Cavaradossi
Barone Scarpia
Cesare Angelotti
Il sagrestano
Spoletta
Sciarrone
Carceriere

La storia si svolge a Roma, nell’atmosfera tesa che segue l’eco degli avvenimenti rivoluzionari in Francia e la caduta della prima Repubblica Romana in una data ben precisa: sabato 14 giugno 1800, giorno della Battaglia di Marengo.

ATTO I
Il prigioniero politico Cesare Angelotti, evaso da Castel Sant’Angelo, cerca rifugio nella chiesa, trova la chiave nel luogo convenuto ed entra nella cappella che appartiene alla sorella, la marchesa Attavanti. dove sua sorella, la marchesa Attavanti, gli ha fatto trovare un travestimento femminile che gli permetterà di passare inos­servato. La donna è stata ritratta senza saperlo in un quadro del pittore Mario Cavaradossi il quale sta dipingendo una cappella della chiesa.
Angelotti si nasconde all’apparire del sagrestano; costui borbottando mette in ordine gli attrezzi del pittore il quale giunge poco dopo per continuare il suo dipinto. Il sagrestano si congeda, allora Angelotti esce dal nascondiglio, riconosce in Cavaradossi un amico e gli racconta la sua avventurosa fuga. Il loro colloquio è interrotto dall’arrivo di Floria Tosca, la bella cantante amante del pittore.
Di nuovo Angelotti si nasconde; Tosca, mentre espone a Mario il suo progetto amoroso per la sera, vede nella figura della Maddalena del dipinto la marchesa Attavanti, fa una scenata di gelosia al pittore che riesce a calmarla. All’uscita di Tosca il fuggitivo riappare e continua il dialogo con Mario che gli offre il suo aiuto. Cavaradossi e Angelotti lasciano la chiesa dove entra, alla ricerca dell’evaso, poco dopo Scarpia, capo della polizia papalina, sospettando di Mario bonapartista.
Tosca torna alla chiesa per informare l’amato che la sera deve cantare a Palazzo Farnese per i festeggiamenti della vittoria dell’esercito austriaco su Napoleone a Marengo.
Scarpia, che si è invaghito di Tosca, alimenta la gelosia della giovane; costei sospettando un incontro di Mario con la marchesa giura di ritrovarli mentre viene seguita dal poliziotto Spoletta per ordine del suo capo.

ATTO II
Scarpia, mentre cena in una sala di Palazzo Farnese, ode la voce di Tosca che esegue la cantata celebrativa; nel frattempo i poliziotti conducono in sua presenza Mario che, arrestato e interrogato, rifiutando di rivelare il nascondiglio di Angelotti, viene condotto in una stanza dove viene torturato.
Sopraggiunta Tosca convocata da Scarpia, udendo i gemiti dell’amato, rivela il nascondiglio del fuggitivo: il pozzo della villa di Cavaradossi. Mario apprende del tradimento della giovane e si rifiuta di abbracciarla; in quel momento arriva il gendarme Sciarrone ad annunciare che Napoleone non ha subito una sconfitta, ma ha vinto a Marengo.
Mario esulta ad alta voce e Scarpia lo condanna immediatamente a morte. Disperata, Tosca gli chiede di concedere la grazia a Mario. Scarpia la ricatta: se gli si concederà, potrà salvare Cavaradossi e lasciare Roma con lui. Viene interrotto da Spoletta il quale informa che Angelotti per evitare la cattura si è ucciso.
Tosca promette di darsi a Scarpia in cambio della vita dell’amato, allora costui finge di dare ordini perché la fucilazione di Mario sia solo simulata con i fucili caricati a salve. Mentre quello compila il salvacondotto la giovane prende un coltello e lo uccide.

ATTO III
È l’alba. Cavaradossi, in attesa di essere giustiziato, inizia a scrivere una lettera di addio che un carceriere, in cambio di un anello, dovrà consegnere a Tosca. La donna arriva e informa il giovane della fucilazione simulata; in realtà Scarpia l’ha ingannata: Mario viene fucilato realmente.
Allora Tosca, disperata ed inseguita dagli sbirri che hanno scoperto il cadavere di Scarpia, si getta dagli spalti del castello.

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