Arte e Cultura • Natura

Città Val Fino (TE)

La Città Val Fino rappresenta un progetto di sviluppo dell’area attraversata dal Fiume Fino e comprende 6 Comuni, territori ricchi di cultura, natura e forte tradizione.

La Valle del Fino è un susseguirsi di dolci colline, boschi, campi coltivati, sempre dominati dal rassicurante Gran Sasso. Borghi medioevali, case raccolte tutte intorno ad antiche piazze dove si affacciano chiesa e palazzi signorili.

Pur essendo un territorio della Provincia di Teramo, la Valle del Fino risente degli influssi della vicina Penne, antica capitale della Vestinia, cui un tempo apparteneva. A testimoniarlo è proprio il Fino, fiume che attraversa la valle e da cui prende il nome, il cui significato deriverebbe dal suo essere un “fiume di confine” tra la Vestinia e l’area Pretuziana.

Un fiume di confine, che attraversa una “terra di confine”. È questa, dunque, una delle possibili definizioni della Val Fino, meta tutta da scoprire, caratterizzata dalla bellezza di un territorio che vanta una storia antichissima, che offre una natura incontaminata, che regala magnifici scenari e custodisce tradizioni legate alla cultura contadina.

Una visita ai borghi della valle non farà altro che confermare l’unicità di un luogo dal grande fascino. Arsita, Bisenti, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Montefino e Elice vi aspettano per mostrarsi in tutta la loro bellezza.

Arsita

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Le origini di Arsita risalgono all’epoca pre-romana, durante la quale era considerata la terra di confine tra Vestini e Pretuzi. Il suo sviluppo si registra in epoca medievale, quando l’abitato si estende intorno al Castello Bacucco. Con questo nome, che deriva con ogni probabilità da “bacucche” (capanne di fango e paglia) o da Bacco, il borgo fu conosciuto fino agli inizi del ‘900, quando assunse definitivamente il nome di Arsita.

La struttura tipica dell’incastellamento caratterizza l’impianto del borgo, anche se Arsita si presenta in una veste architettonica ottocentesca. Del Castello Bacucco, posto alla sommità dell’abitato, non restano che pochi ruderi. Da vedere sono la parrocchiale di Santa Vittoria, la Santissima Trinità e fuori dall’abitato, la chiesetta di Santa Maria d’Aragona.

Il territorio di Arsita rientra nei confini del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Dal borgo, sede del Museo del Lupo, è possibile effettuare escursioni alla scoperta delle sorgenti del Fino, di grotte e mulini. Tra gli eventi, ad agosto, si segnalano “Valfino al Canto”, rassegna musicale che riunisce i suonatori delle valli e la Sagra del “Coatto”, antico piatto pastorale a base di carne di pecora.

Associazioni
Le attività sociali e culturali che si svolgono in questo borgo sono incentrate principalmente sulla riscoperta delle tradizioni popolari. Con la presenza dei CAI, Arsita riesce a far rivivere sentieri e percorsi naturalistici durante tutto l’anno.

Cai Arsita
La sottosezione del CAI Arista (Club Alpino Italiano),  è nata nel 1990 quando a seguito di un escursione al Corno Grande si parlò per la prima volta di fondare l’amata sottosezione con sede ad Arsita.

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Interessante la manifestazione che organizza ogni anno: Passeggiando tra i faggi…ascoltando il bosco. Un’escursione alle sorgenti del fiume Fino e Gole dell’Interno Spaccato; con soste lungo il sentiero per degustare prodotti tipici: salutmi, formaggi, dolci, vino cotto ed altro.

Da qualche mese il CAI Arsita si avvale della collaborazione di alcuni bikers che organizzano cicloescusioni anche in notturna. Ecco la loro pafina fb: https://it-it.facebook.com/vallatadelfinoinmtb/

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http://www.movingteramo.it/eventi/cai-arsita-programma-2016-arsita

http://www.caiarsita.it

Associazione Alto Fino

L’associazione Alto Fino organizza la manifestazione Valfino al canto, una kermesse di musica, gruppi ed incontri.

E’ una festa dove vengono offerte numerose opportunità culturali , momenti di ascolto, di riflessione e di divertimento, che non mancano mai dall’alba all’alba dei tre giorni di celebrazione.
La festa di “Valfino al Canto”, propone una modalità espressiva vicina alla cultura di tradizione contadina, dove il canto e la musica sono innanzitutto pratiche spontanee, legate alle occasioni religiose e profane della vita, alla comunità sociale che ne è portatrice, alla trasmissione diretta attraverso le generazioni.
La trascinante energia di suono e di ballo, prodotta da diverse squadre di suonatori, in parte improvvisate e in parte organizzate che si spostano per le vie del paese, coinvolge gli spettatori trascinandoli in un flusso festoso, creando cortei che si snodano per il paese, senza che sia più possibile distinguere tra chi si esibisce e chi si diverte.
Valfino al Canto è una festa musicale unica che sceglie di essere “senza palchi e senza amplificazioni” per dare spazio a chi ha voglia di esprimersi e di divertirsi secondo l’antica usanza di Arsita. La festa dura tre giorni, in cui i suoni acustici dei “du’ botte” fanno ballare uomini, donne, giovani, anziani e bambini che accorrono ad Arsita.
Quella di Arsita insomma è una festa dove serietà e pazzia convivono senza litigio!!!

In concomitanza con Valfino al canto si svolge la Sagra del “coatto” un antico piatto pastorale a base di carne di pecora bollita con particolari spezie.

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http://associazionealtofino.blogspot.it/

Pro Loco Arsita
Tra i tanti progetti organizzati dalla Pro Loco di Arsita, c’è il  Progetto Settestelle che ha come finalità il recupero di tradizioni popolari perpetuate per secoli nel territorio alto-vestino a partire dai popoli Sanniti ( di culto pagano) fino al secolo scorso ed attualmente perdute; in particolare nella zona arsitana tali tradizioni hanno resistito più a lungo che in altri luoghi grazie alla presenza di un sito naturalistico cornice e meta di tale “culto” tradizionale: la Sorgente di San Giovanni sita in località Pietragrande nel comune di Arsita (TE) , all’interno del territorio del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, la cui acqua, secondo la tradizione, avrebbe un valore apotropaico.

Il nostro obiettivo è quello di far riscoprire e conoscere alle nuove generazioni tradizioni e culti antropologici antichi unitamente alla promozione, sul territorio comunale, di siti naturalistici di sorprendente bellezza e con notevoli potenzialità turistiche eco-compatibili.

Il progetto si sviluppa seguendo l’arco solare dei mesi Giugno-Ottobre, in particolare seguendo i solstizi e gli equinozi oltre al ciclo celeste della costellazione delle Pleiadi: la sette stelle.L’osservazione dei corpi celesti sopra citati assume importanza maggiore in due date fondamentali che rappresentano il culto ed il meccanismo di regolazione temporale degli antichi.

L’idea nasce da una grande passione per l’antropologia, e con essa per la simbologia degli elementi, e prende le mosse dall’amore per il proprio paese d’origine e per le proprie radici. Da qui l’esigenza di creare una manifestazione ed un centro documentale che fossero in grado di immortalare per sempre tradizioni antiche caratterizzanti l’identità di Arsita e che potessero valorizzare allo stesso tempo ciò che di meraviglioso il piccolo centro ha da offrire: la natura incontaminata e le radici tradizionali antichissime che pochi altri centri hanno la possibilità di vantare.

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http://www.progettosettestelle.it/show.php?page=progetto

Bisenti

Tra le teorie sulla nascita di Bisenti gli storici propendono per quelle che fanno coincidere la sua origine con la ricca Berethra, città che, secondo la leggenda, avrebbe dato i natali a Ponzio Pilato. Alla caduta dell’Impero Romano, il borgo conobbe la dominazione Longobarda, per divenire, nel XII secolo, un possedimento dell’Abbazia di Montecassino. Sul finire del ‘200 fu un feudo degli Acquaviva, per passare successivamente sotto il dominio degli Sforza e dei Fallerio.

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Belle piazzette caratterizzano il cuore dell’abitato, dove si può ammirare la torre medievale, unica sopravvissuta delle tre che componevano le mura. Da visitare sono poi la parrocchiale di Santa Maria degli Angeli, con campanile e un interno ricco di opere pregevoli, Sant’Antonio Abate e San Pietro, nella frazione omonima, posta in una bella posizione panoramica. Meritano una menzione anche la casa di Pilato, la Palazzina Di Marco e la Casa Badiale.

Ricca è l’offerta enogastronomica. Al “Montonico”, antichissimo vitigno autoctono di queste colline, è dedicato il “Revival dell’Uva e del Vino Montonico”, evento che si svolge la prima settimana di ottobre.  Nella ricca  offerta  della cucina bisentina, spiccano i tradizionali “maccheroni alla mugnaia” e, tra i dolci, i “tatù”.

Associazioni
Le associazioni a Bisenti sono numerose. La manifestazione più importante è riservata al prodotto tipico: il Montonico. C’è chi organizza concerti, chi mostre, chi eventi per i più piccoli… un paese davvero molto attivo!

Pro loco L. Panzone

La Pro loco di Bisenti è nota perchè organizza in particolare il Revival Uva e Vino Montonico. Il Montonico è il prodotto tipico di questo paese ed ogni anno carri provenienti da tutta la regione sfilano, la prima domenica di ottobre, per le vie del paese per rendere omaggio a questo prodotto amato da tutti gli abitanti della vallata del Fino… ma non solo.

https://www.facebook.com/Pro-Loco-L-Panzone-Bisenti-472660732921799/

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Quasi Adatti

Associazione Culturale No-Profit “Quasi Adatti” è creata da molti ragazzi di Bisenti. L’associazione organizza manifestazioni molto interessanti come ad esempio COLORIAMOCI SOPRA o Il Posto giusto.

https://www.facebook.com/QuasiAdatti/?fref=ts

A.MORE.S.

“A.MORE.S. – Aprutienses in mores studentes”

L’associazione “A.MORE.S. – Aprutienses in mores studentes”, fondata nel 2014, è stata istituita con lo scopo di mettersi “a servizio” di tutti coloro che nel nostro paese desiderano occuparsi di una materia, la “cosiddetta “cultura popolare”, da sempre ritenuta un argomento di secondaria importanza. […]

L’associazione “A.MORE.S.”, articolata in 4 distinti dipartimenti (folklore e tradizioni, cinema e teatro, musica e danza, letteratura), nasce sulla scia dell’attività di ricerca svolta, in ambito demologico e folcloristico, da oltre 50 anni, dalla corale intitolata alla memoria del suo fondatore Lamberto De Carolis e magistralmente diretta dal Maestro Sergio De Carolis il quale ereditò la bacchetta dall’esimio Maestro Bruno Massimi.

La corale, dopo così tanti anni di attività, possiede un cospicuo patrimonio culturale, costituito da canzoni popolari raccolte nel territorio e da ricerche sugli usi e costumi locali, e proprio per non disperdere questa ricchezza si è pensato di dare vita all’associazione “A.MORE.S.” che nel contempo, ovviamente, provvederà a valorizzare ed a tramandare il lavoro svolto nel passato, impegnandosi per il futuro a proseguire l’attività di ricerca con l’individuazione di nuovi obiettivi. Oltre alla pubblicazione di volumi e materiale audio-visivo, l’associazione ha infatti intenzione di realizzare una attrezzata sala di musica ed una biblioteca/museo etno-musicale con l’impiego anche di risorse multimediali.

Il Presidente “A.MORE.S – Teresa Valente

da www.prolocobisenti.eu

Emozioni a pois

L’associazione culturale “EmOziOni a pOis” nasce da un’amore, da una passione, da un’emozione decorata di fantasia: i bambini sono il centro e l’energia di questo progetto, che ormai da tre anni si va diffondendo a macchia d’olio prima nel piccolo paesino di Bisenti, poi, step by step, nell’Abruzzo. È proprio la regione del Gran Sasso d’Italia il territorio in cui la nostra associazione opera, nell’organizzazione di eventi per l’intrattenimento dei bambini, ma anche per i loro “piccoli genitori”: il piano tutt’ora in atto, motore dell’associazione, è proprio quello di riavvicinare i bambini e i loro genitori, di farli tenere stretti per mano e non farli lasciare, di farli giocare e divertire insieme, di coniugare un perfetto e socievole rapporto a una maggiore disposizione nei confronti di coloro che con i piccoli gesti possono donarci la felicità.

www.emozioniapois.it

Castilenti

Il corredo funerario ritrovato a Casabianca, riferibile al periodo italico, i resti di un tempio ellenistico rinvenuti in località San Romualdo, la necropoli romana e il “cippo miliario” scoperti sul Colle San Pietro, testimoniano le origini antichissime di Castilenti. Tuttavia l’attuale borgo si sviluppa in epoca medievale, con un assetto urbano ancora perfettamente visibile, nonostante le ovvie trasformazioni avvenute nel corso del tempo. Nel ‘500 diviene feudo della famiglia De Sterlich che ne conservò il dominio fino all’eversione della feudalità.

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Raccolto intorno alla piazza principale, il centro dell’abitato presenta monumenti di grande valore. A spiccare è senza dubbio il palazzo marchesale della famiglia De Sterlich. Sempre nel cuore del borgo sorge la trecentesca chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Vittoria, mentre fuori dall’abitato, il convento francescano di Santa Maria di Monte Oliveto, con chiesa e chiostro, edificato sul finire del ‘500 dai baroni locali.

Nei dintorni si possono ammirare strutture calanchive, che arricchiscono un bel paesaggio collinare. Tra gli eventi si segnala quello molto suggestivo dell’8 maggio, in onore di San Michele: la “sfilata delle fracchie”, nel corso della quale i giovani sfilano portando fasci di canne infuocate.

Associazioni
Sono molte le associazioni, oltre alla Pro loco, che operano sul territorio di Castilenti. Oltre a quelle in elenco ricordiamo: l’Associazione Culturale Castrum Lentuli, l’Associazione Gemellaggio Gianni Giannascoli Onlus e l’Associazione Musicale Sisto Mancinelli

Associazione Luigi Antonelli
Luigi Antonelli. Nel panorama letterario italiano rappresenta  uno degli scrittori più vivaci e rappresentativi del nostro novecento.
La celebrità arriva ad Antonelli dopo la fine del primo conflitto mondiale con “L’uomo che incontrò se stesso”, che lo pose accanto a Pirandello, Chiarelli e Rosso di San Secondo, tra coloro,  che rinnovarono il teatro italiano.
Commediografo, critico e novelliere estroso, Luigi Antonelli ha arricchito la narrativa italiana di prose pervase da un genuino sentimento della natura, nelle quali ammiriamo la signorilità delle immagini, la semplicità e la purezza dell’espressione.
L’uomo che incontrò se stesso” rappresenta la pietra miliare della vita e del teatro di Antonelli e ci può dare la misura del suo ingegno e del suo temperamento.
Tra le altre sue opere  teatrali ricordiamo “La casa a tre piani” (1924) e “Il maestro” (1933) per l’interpretazione di Marta Abba e la regia di Luigi Pirandello.
Conosciuto  anche all’estero, continua a far parte del repertorio delle più importanti compagnie teatrali.

L’associazione organizza il famoso Premio L. Antonelli per ricordare la figura e l’opera dello scrittore Luigi Antonelli (Castilenti 1877- Pescara 1942) e per contribuire ad una più vasta promozione culturale.

Legambiente Valfino
L’associazione è ospitata al primo piano del Palazzo De Sterlich e sarà aperta tutti i mercoledì dalle 9 alle 13. Il locale è stato concesso all’associazione, presieduta da Emiliano Di Rocco, dall’amministrazione comunale che ha deciso di dare in gestione gli ambienti dello storico palazzo alle realtà associative che operano nel comune e nella vallata. Nell’ultimo anno ha dato vita al progetto “Camminando nel passato” che prevede un campo di lavoro con l’obiettivo di riqualificare un antico sentiero di circa 3,5km che collega Castilenti alla frazione Casabianca sistemando staccionate, posizionando cestini, panchine, segnaletica e cartellonistica oltre a sfalciare erba e pulire il sentiero. In questi giorni torna la bellissima manifestazione Puliamo il mondo… Puliamo il Mondo è l’edizione italiana di Clean up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo.Portata in Italia nel 1993 da Legambiente, che ne ha assunto il ruolo di comitato organizzatore, è presente su tutto il territorio nazionale grazie all’instancabile lavoro di oltre 1.000 gruppi di “volontari dell’ambiente”, che organizzano l’iniziativa a livello locale in collaborazione con associazioni, aziende, comitati e amministrazioni cittadine.

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e mail: [email protected]

Associazione Fabula
L’Associazione Fabula nasce dalla volontà di alcuni genitori di mettere a disposizione le proprie esperienze genitoriali e le proprie competenze professionali, a favore del territorio in cui operano. L’associazione si regge su uno statuto legalmente depositato, e non persegue fine di lucro.
L’Associazione si propone di valorizzare la Vallata del Fino, un territorio che racchiude ben 6 comuni, dove non esiste un luogo per sviluppare interessi creativi e ludico-ricreativi; è apartitica e apolitica ed ha lo scopo di favorire l’aggregazione sociale di giovani ed adulti, di elaborare, promuovere e realizzare progetti di solidarietà sociale, tra cui l’attuazione di iniziative socio educative, culturali e sportive dilettantistiche.
In particolare l’Associazione si rivolge al mondo dei bambini e degli adolescenti e alle loro famiglie.
L’associazione si propone come un laboratorio aperto, dove è possibile, condividere le proprie esperienze e portare o richiedere un aiuto, una collaborazione, un contributo.
Tutti i progetti e le iniziative proposti dall’associazione hanno la finalità della socializzazione, dell’aggregazione e dell’integrazione sociale.
La biblioteca, vuole essere punto di partenza su cui l’Associazione intende veicolare la cultura e le informazioni ai più giovani: attraverso la biblioteca si promuove la lettura tramite iniziative mirate, laboratori di lettura e scrittura creativa, avvicinando bambini e ragazzi al libro, presentando la biblioteca come luogo di studio, ma anche come spazio aperto e creativo, per educare e rieducare bambini e ragazzi al piacere e riscoperta della lettura. Promuovere la lettura gratuita e la condivisione del libro. In adesione con il Progetto Nazionale Nati Per Leggere la Biblioteca ha l’obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. 

e mail: [email protected]

 

Montefino

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Posto di fronte a Castiglione Messer Raimondo, Montefino svolse la medesima funzione di “sentinella”, essendo situato in una posizione di assoluto dominio sulla valle. Poche le testimonianze delle sue origini, che rimangono ancora misteriose, anche se gli storici concordano nel ritenere che fu abitato dai Sabini. Le prime menzioni del borgo risalgono al XII e al XIII secolo, quando viene nominato come “Castellum Montis Sicci” e “Mons Siccus”. A metà del ‘400 divenne feudo degli Acquaviva, per essere ceduto, circa un secolo dopo, al vescovado di Teramo. A testimonianza di come la storia degli Acquaviva si sia fusa con la storia del paese, è rimasto il Castello degli Acquaviva.

La funzione difensiva svolta dal borgo è testimoniata dai resti ben conservati delle fortificazioni. Nel cuore dell’abitato si trova infatti un torrione del ‘300, parte della cinta muraria, il castello degli Acquaviva del ‘400, e una delle due porte di accesso al borgo. Da vedere sono poi la parrocchiale della Madonna del Carmine, con all’interno interessanti affreschi, e San Giacomo Apostolo, la quale conserva preziosi reliquari e una pregevole croce in argento.

Montefino si caratterizza per le tante terrazze dalle quali si gode un magnifico panorama, che offre una vista completa sulla Val Fino. Splendidi calanchi e piante di olivo che punteggiano le colline, completano il quadro di un territorio che annovera una ricca tradizione artigianale, caratterizzata dal ricamo e dalla produzione di cesti di vimini.

Associazioni
Sono due le associazioni più attive a Montefino; è un paesino ricco di risorse e gente che ha voglia di fare per il bene del posto in cui vive.

Associazione culturale Mons Siccus
L’Associazione Culturale Mons Siccus di Montefino nasce nel 2000 con lo scopo di promuovere le bellezze paesaggistiche, architettoniche, artistiche ed antropologiche di Montefino, e con l’intento di sostenere la riscoperta dei personaggi che hanno dato lustro al paese.

L’associazione è molto attenta alle manifestazioni legate alle tradizioni popolari, non a caso sceglie fin dall’inizio di puntare su eventi che possano farle rivivere, come accade con il “Festival della Serenata”. L’associazione Mons Siccus crede fortemente che Montefino, con i suoi vicoli, le sue finestre e i suoi scorci, possa essere il paese ideale per una simile manifestazione e invita da ormai 10 anni a rivivere le emozioni di quelle atmosfere antiche.

Il “Festival della Serenata” è stato ideato nel 2003 con l’intento di riportare in auge un aspetto della musica popolare caratteristico dei piccoli paesi, quando i giovani si presentavano di sera sotto la finestra della propria amata per dedicarle un canto d’amore, una “serenata” appunto. La serenata era una vera dichiarazione pubblica  in quanto veniva fatta alla presenza di amici e conoscenti, era un gesto d’amore dell’amato verso l’ambita compagna di vita. Se già dalla prima canzone l’amata si affacciava dal balcone di casa, ciò simboleggiava l’approvazione della sua famiglia alla richiesta del ragazzo; se invece la finestra non si apriva bisognava riprovare più volte e se ad affacciarsi era il genitore si trattava purtroppo di un assoluto rifiuto

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www.monssiccus.it/

Associazione gemellaggio
L’Associazione per il Gemellaggio Montefino – Aiterhofen e’ nata su iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Montefino.

L’associazione ha lo scopo di favorire e sviluppare i contatti fra le due comunità, anche attraverso un coinvolgimento più ampio dei giovani e della scuola.  Il nostro principale obiettivo e’ quello di riuscire a condividere il più possibile gli eventi di questa amicizia e fratellanza, avviata con Aiterhofen con la popolazione di Montefino.

In aggiunta a tutte le attività legate al gemellaggio, l’associazione si propone di promuovere iniziative culturali, sportive e ricreative tese a migliorare i rapporti all’interno della comunità di Montefino.

Castiglione Messer Raimondo

Crocevia importante lungo la Via Cecilia, Castiglione Messer Raimondo presenta una storia antichissima che inizia nel periodo italico. Sul suo territorio figurano tre castelli, opere che testimoniano la vocazione di presidio del borgo, caratteristica che mantenne anche per tutta la durata del regno degli Acquaviva. Nell’800 gli abitanti del borgo parteciparono attivamente ai moti carbonari, ribellandosi ripetutamente ai francesi.

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Castiglione Messer Raimondo ha conservato la sua struttura medievale, arricchita dalla presenza delle fortificazioni del XV secolo. Nel cuore del centro storico vie strette, scalinate e piazzette impreziosiscono un impianto architettonico di grande bellezza. Da citare, nell’abitato, la parrocchiale barocca di San Donato e quella di Santa Lucia, mentre fuori dal borgo la chiesa di Santa Maria, probabilmente edificata sui resti di un tempio dedicato a Diana.

Merita una citazione la Collezione Gambacorta di Arte e Cultura Cinese. La collezione privata, che è situata in un palazzo del centro storico di Castiglione Messer Raimondo, documenta le espressioni culturali del popolo cinese a partire dal periodo neolitico ai giorni nostri; il tutto tramite oggetti d’arte e di uso quotidiano: bronzi, specchi, porcellane, dipinti, tappeti, giade, monete. Tra i pezzi di maggior prestigio i bronzi cinesi dell’epoca Shang (1765/1122 a.C.), i tanka tibetani (dipinti religiosi) dell’epoca Qing (1644/1911) e gli specchi del V secolo a.C.
Fonte: Guida ai musei della provincia di Teramo, a cura dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Teramo

Il borgo domina tutta la vallata, regalando panorami magnifici e seducendo con i suoi dintorni. Da visitare è la frazione di Appignano, dove si trovano resti di una fortificazione medievale e parte di un castello.

In contrada Colle San Giorgio sono presenti resti di un tempio italico.

Associazioni
Negli anni il pullulare delle associazioni a Castiglione M.R è stato fondamentale per motivare giovani e meno giovani a fare molto per il proprio paese e per la comunità. La Pro loco ha da poco cambiato il direttivo e sicuramente le proposte future saranno interessanti.

Castiglione nostra

Nel novembre 2013 alcuni castiglionesi, sollecitati dall’amico comune Mauro Giangrande, si sono riuniti in un’Associazione denominata “Castiglione Nostra“; il progetto iniziale era indirizzato alla raccolta di foto storiche per realizzare una mostra che fu allestita nel periodo natalizio e risultò veramente gradita ed apprezzata dalla popolazione. Successivamente, grazie all’impegno ed alla lungimiranza di alcuni componenti, è stato realizzato un libro dal titolo “Di Castijune s’armane ngandate”, che ha ripercorso la storia di questo paese dalle sue origini, mettendo in luce alcuni personaggi, nonchè gli usi, i costumi, le caratteristiche e le varie attività umane.  Nell’introduzione del libro viene chiaramente esposto lo scopo dell’Associazione: “Ricerca delle nostre radici e conservazione di un patrimonio culturale, di solidarietà, di operosità, di attaccamento al proprio paese, che i nostri antenati ci hanno lasciato, e, che non deve essere dimenticato, ma conservato e trasmesso alle future generazioni.”

http://www.castiglionenostra.it/

Fondazione De Victoriis-Medori-De Leone

La Fondazione ha l’obiettivo di promuovere studi e ricerche nel campo dell’alimentazione.

La Fondazione de Victoriis-Medori de Leone dal 1987 è impegnata nella promozione del territorio.

Il palazzo De Victoriis Medori-De Leone è posto a margine dell’antico borgo di cui nella seconda metà del ‘500 forse ingloba, in una probabile trasformazione di costruzioni già esistenti, parte delle mura fortificate i cui resti, in pietra arenaria, sono ancora oggi visibili.

L’epoca è quella in cui la famiglia De Leone, di origine spagnola, prende possesso del feudo di Appignano. E’ forse il bisogno di dimostrare il potere acquisito da questa nuova condizione di feudatari a spingere i De Leone a munirsi di una dimora che sia pienamente consona al proprio prestigio. E’ proprio in questo periodo quindi che, molto probabilmente, il Palazzo si configura nella maniera in cui, ad eccezione di possibili piccole trasformazioni, è arrivato sino a noi…

http://www.devictoriismedorideleone.it/

Elice

Panorama EliceAlcune reperti risalenti al Paleolitico testimoniano che la zona di Elice fu già abitata in epoche preistoriche, anche se i primi documenti in cui viene citato il paese risalgono al 1051, grazie ad alcuni atti della comunità benedettina del vicino monastero di Picciano che testimoniano l’esistenza del “castello dell’Ilice”. Quest’ultimo, e la chiesa parrocchiale, costituiscono i due elementi intorno ai quali il borgo si sviluppò nei secoli successivi.

Da visitare sicuramente il castello, già esistente nella seconda metà del XI secolo, la Chiesa parrocchiale di San Martino, edificata nel Trecento e il centro storico, tipico esempio di borgo medievale arroccato intorno al Castello. All’ingresso del paese ci aspetta la chiesa di San Rocco.

Uno dei piatti tipici della tradizione gastronomica di Elice è la pasta alla mugnaia: un’antica storia afferma che sia stata offerta a Federico Barbarossa durante il suo passaggio nel borgo, per ristorarlo dopo il lungo cammino.

Associazioni

Le associazioni elicesi sono davvero attive in particolare durante l’estate. Tra sagra della Scrippella e la Notte dell’Ilex accorrono visitatori anche da fuori regione.

Pro loco

La Pro Loco di Elice organizza la Sagra dell Scrippella di Elice. La scrippella, altrove chiamata pizza fritta o frittella, è molto grande nell’aspetto e si presta molto ad accompagnare salumi, come il prosciutto nostrano, ma anche la porchetta, le salsicce, i formaggi locali e altro. Ogni anno la Sagra della Scrippella richiama migliaia di appassionati, e ogni anno si arricchisce sia nel menu che in occasione di svago e cultura. Saranno presenti tanti artigiani e espositori che animeranno le vie del paese.

LA RICETTA

Ecco, per i lettori del Centro, la ricetta della pizza fritta come la fa Enrico Ciavattella.

Ingredienti per 6 persone: 1 kg. di farina tipo 0, 25 g. di lievito di birra, mezzo cucchiaio di olio extravergine di oliva, mezzo cucchiaio di vino bianco e un pizzico di sale. Lavorare l’impasto e far lievitare in luogo caldo e buio. Dividere in palline rotonde, standerle con il mattarello fino a formare pizze dal diametro di 30 centimetri, friggerle in olio bollente e salarle dopo cotte.

tratto da un articolo di Evelina Frisa

Associazione culturale Elicethnos
L’associazione culturale Elicethnos, realtà nata nel 2005, è formata da un rodato gruppo di ragazzi impegnati nella promozione di eventi culturali in Elice. Tra le attività principali svolte spiccano laboratori per bimbi nelle scuole materne e primarie, l’organizzazione di eventi teatrali. L’associazione da anni porta avanti il Progetto Medioevo nato per far riscoprire la storia del nostro borgo raccontandolo con eventi di carattere nazinale quali la Notte nell’Ilex rievocazione storico medievale tra le più importanti d’Italia.

Nel corso degli anni l’Associazione Culturale Elicethnos si è contraddistinta per eventi, collaborazioni e donazioni organizzati a titolo totalmente gratuito utilizzando l’introito che la “Notte nell’Ilex” riesce a produrre nei giorni di Agosto. Il costo del biglietto di ingresso della rievocazione, totalemente gratuito per gli abitanti di Elice, permette infatti di reperire fondi sia per l’organizzazione dell’edizione successiva dell’evento sia per permettere investimenti a favore della comunità elicese.

L’impegno maggiore si concretizza nella collaborazione con le scuole di tutti i livelli (Materne, Elementari, Medie) fornendo: materiale didattico, progetti di formazione per recite e progetti didattico/culturali per l’approfondimento della conoscenza dei Elice

La Notte nell’Ilex

Fiore all’occhiello delle manifestazioni organizzate dall’Associazione Culturale, La Notte nell’Ilex è una rievocazione storico-medievale che si è attestata, con il passare degli anni, come la più scenografica e spettacolare di tutto il territorio abruzzese. Più di 400 figuranti in costume d’epoca animano le serate di festa nelle calde serate d’inizio Agosto.

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http://www.lanottenellilex.com/

A spasso nel Medioevo

L’A.C. Elicethnos presenta “A spasso nel medioevo” un progetto didattico dedicato alle scuole. Un viaggio alla riscoperta della storia del nostro borgo fra antichi mestieri, usi e costumi del passato. L’idea didattica propone la riapertura dei fondaci dedicati ai mestieri medievali con figuranti in costume d’epoca a far da maestri nel proprio mestiere. Tra le location visitabili si possono annoverare: Candelaio, Astronomo, Speziale, Fabbro, Falegname e Scriptorium

 Le guide esperte e competenti fanno da cicerone deliziando i bimbi e gli adulti con spiegazioni filologiche degli ambienti visitati. un esperienza didattica unica che mette il coinvolgimento dell’alunno al primo posto

 Per maggiori informazioni e disponibilità contattare l’associazione culturale Elicethnos all’indirizzo [email protected]

http://www.elicethnos.it/

Associazione musicale G.Rossini
la Banda Musicale di Elice è stata ricostituita nel 1971 ed il suo primo servizio è stato effettuato il 2 agosto 1971 in località Madonna degli Angeli di Elice in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna degli Angeli e S. Lucia.

L’Associazione Musicale Culturale “G. Rossini” di Elice, con il patrocinio del Comune di Elice e dell’Associazione Culturale Elicethnos, organizza corsi ed educazione musicale per bambini ed adulti. Per inofrmazioni:[email protected]

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https://sites.google.com/site/amgrelice/

 

Testi tratti da Provincia di Teramo – Turismo.