Arte e Cultura

Colonnella (TE)

colonnella
Il territorio del Comune di Colonnella, rappresentava in antico l’agro della città di Castrum Truentinum, localizzata a sud del Tronto in località Case Feriozzi di Martinsicuro. L’abitato, in prevalenza ottocentesco, si pone su di una collina a 312 mslm lungo il corso del fiume Tronto e domina il panorama circostante.
Ultima roccaforte dei Liburni, ed appartenuta nel corso dei secoli al Ducato di Spoleto prima, e al Regno di Napoli poi, Colonnella divenne uno dei più importanti ed avanzati centri militari della zona. Ben nota la rivolta contro i Francesi che la occuparono nel 1796, quando, oltre ad esser incendiato il municipio e tutti gli atti e le scritture pubbliche, venne anche distrutto il ponte che collegava le due sponde del fiume Tronto.

Oggi, passeggiando tra le vie del centro storico, non si può non notare la bellezza di questo piccolo borgo, con la maestosità della Chiesa di San Cipriano e Giustina, dell’antica Torre dell’orologio e l’eleganza della scalinata Novecentesca, a spiccare su tutti.

La Chiesa di San Cipriano e San Giustina, sita in Piazza del Popolo, è visibile da qualsiasi direzione del paese. Costruita tra il 1795 e il 1815 ad opera dell’architetto Maggi, è realizzata in laterizio con delle possenti paraste che sostengono la robusta trabeazione della facciata ed un ampia scalinata sottostante. Il campanile a base quadrata, nella parte centrale è composto da paraste binate e da aperture ad arco a tutto sesto. Alla sommità vi è una piccola cupola ottagonale sormontata da una croce. All’interno, sono ben visibili gli interventi di restauro realizzati nel 1995. A navata unica con abside semicircolare, presenta sopra l’ingresso la cantoria, ed una serie di paraste con capitelli a volute e festoni (che sostengono un cornicione modanato) intervallate da altari e nicchie contenenti le statue di S. Biagio, San Antonio, San Giuseppe e San Michele Arcangelo, e della Settecentesca Madonna del Suffragio, dorata e dipinta con ricche vesti ricamate (estofados) secondo lo stile napoletano e che la seconda domenica di Luglio viene portata in processione durante la “festa de li manucchie”. Dietro l’altare invece, in un vecchio coro ligneo sormontato da una grande tela, vengono rappresentati i Santi Cipriano e Giustina.

Uscendo dalla Chiesa e procedendo su di una breve salita,  si giunge alla Torre dell’Orologio risalente al XVI secolo. Eretta in laterizio su di un basamento di età medievale, probabilmente svolgeva la funzione di torre di avvistamento di tutta la vallata. La torre è stata restaurate nel 1964 e nel 1970. Dopo quasi un secolo di funzionamento e numerose riparazioni, si decise di sostituire la macchina dell’orologio che funzionava a peso, con una macchina elettrica. In realtà, al suo interno è ancora conservato un meccanismo a pendolo che risale al 1875.

Proseguendo nel giro, si possono ammirare le caratteristiche ruette, intervallate da piazzette ed antichi palazzi nobiliari, come i Palazzi Marzi e Pardi in Piazza del Popolo, o Palazzo Volpi, risalente al Settecento che sorge sull’antica cinta muraria del paese e che al suo interno, tra gli arredi d’epoca, conserva il letto che ospitò Sua Maestà Ferdinando II delle Due Sicilie la notte del 23 Luglio 1832.

Come non passeggiare poi sulla caratteristica scalinata che unisce via Roma, all’altezza dell’antico lavatoio, con la centralissima Piazza del Popolo. Costruita agli inizi del ‘900 e terminata negli anni’30, la parte superiore sino a Via dell’Indipendenza, dove vi è la sede dell’antico municipio, venne costruita dall’Ing. De Cecco nel ’23. Tra le due rampe vi è una fontana ed un leccio secolare voluto dal Duce. Nella parte inferiore è inoltre ubicato il Monumento ai Caduti, inaugurato nel 1936 da Maresciallo Pietro Badoglio.