Arte e Cultura

Duomo di San Flaviano – Giulianova (TE)

Duomo-di-San-Flaviano

Ubicato nel centro storico in prossimità di Corso Garibaldi, il Duomo di San Flaviano è il monumento più importante della città e tra i più interessanti in Abruzzo. La Chiesa, nonché Collegiata, è dedicata al Patriarca di Costantinopoli, le cui spoglie secondo la leggenda datata 24 Novembre 450 circa, sarebbero giunte dopo una tempesta sulle sponde dell’allora abitato di Castrum Novum che in seguito prese il nome di Castel San Flaviano.

La realizzazione del Duomo si fa risalire al 1472 ed appare strettamente collegata ai complessi significati politico militari e civili sottesi nel coevo impianto urbano della nuova Giulia Nova, il cui progetto venne commissionato dal fondatore Giulio Antonio d’Acquaviva. Originariamente e sino al ‘600 la costruzione era intitolata a Santa Maria in Platea, anche se veniva comunemente definita dagli abitanti “la rotonda” .

Un vero esperimento, il primo esempio per oltre due secoli presente in Abruzzo, influenzato dal rinascimento toscano di un organismo edilizio in laterizio ad impianto ottagonale perfettamente uniforme e accurato la cui militaresca solidità viene accentuata dalle poderose mura spesse oltre due metri, da lesene di rinforzo angolari e dal giro di beccatelli e caditoie che corona i lati. La cupola a calotta semisferica riprende l’impostazione di Santa Maria del Fiore a Firenze e poggia su un tamburo ottagonale alto due metri con una finestrella ogni lato concluso con una cornice dentellata e sull’apice una piccola lanterna con croce in ferro.

Inizialmente la struttura era singola poi nel ‘500 si sono aggiunti i fabbricati contigui nel lato meridionale. La differenza di epoche è ben riconoscibile otre dall’impatto visivo, dal diverso spessore delle mura. L’ingresso inoltre, prima che ruotasse dove è ora, era costituito da un portale con ampia scalinata che dava sul palazzo ducale degli Acquaviva. E’ tuttora visibile l’originario ingresso timpanato nel muro sopra l’ingresso della cripta, quest’ultima con volta ad ombrello nascente dalle arcate che su pilastri separano la parte centrale da un ambulacro circolare con resti di affreschi del ‘500. Ed è proprio qui che probabilmente erano conservate originariamente le spoglie del Patriarca di Costantinopoli.

Nel corso dei secoli la chiesa ha subito costanti infiltrazioni di acque piovane che costantemente lesionavano gli interni e la cupola, rifatta nel 1784, ma invano. Nel 1838 si intervenne di nuovo, ed anche nel corso del ‘900.

L’intero in stile semplice, contiene opere di epoca contemporanea, come la scultura di “Madonna con Bambino” e il crocifisso in bronzo di Venanzo Crocetti, mentre il Battistero in travertino e l’altare maggiore sono stato realizzati da Francesco Coccia.